29 Giugno 2022
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Passatore 2022 - la cronaca

24-05-2022 09:45 - News Generiche
Passatore 2022
Firenze, sabato 21 Maggio 2022 ore 15,00
L'operazione “La Betta al Passatore” parte dal lontano 2019 quando, in un attimo di follia post varie maratone e un paio di 50 km portate a termine, la suddetta Betta decise che l'epilogo logico della sua carriera podistica sarebbe stato tentare il Passatore 2020. Poi il Covid ci mise lo zampino e tutto rimase bloccato in aria fino ai giorni nostri, così come l'iscrizione già fatta.
Dopo vari allenamenti in sordina dell'inverno e primavera 2022, crescenti e scanditi da fidata tabella, la gara 2022 viene confermata e si arriva all'aprile, a Pasqua, a maggio e la pressione dell'evento sale. Comincia a circolare la voce che "la Betta va al Passatore". A metà maggio ormai fisicamente quel che è fatto è fatto, bisogna solo pensare a riposarsi un po', preparare la mente, accumulare energie nervose e convinzione a bracciate, da portare con sé durante la corsa. Un occhio al meteo ogni tanto ma il caldo aumenta sempre di più. Sparita la paura di una edizione piovosa, il problema si ribalta e sembrano essere le temperature che virano verso i 30° il vero nemico; poi nella buca di Firenze pare concentrarsi tutto il sole toscano.
Tutti i messaggi di sostegno e incoraggiamento pre-gara le mettono una certa ansia da prestazione ma in realtà sentire amici e la squadra Casone vicini le sono serviti tantissimo per il pieno di motivazione necessaria.
Io sono in veste di accompagnatore, autista, portaborse, varie ed eventuali. Ci presentiamo al ritiro pettorali alle Cascine sul tardo mattino e ci si incontra con l'altra coppia Casonista, Lorenzo ed il fido Albino come assistente. Coda infinita sotto il sole mentre l'atleta è all'ombra a conservare energie, giusto così; la macchina organizzativa del Passatore, 48 anni di esperienza, vacilla un po'; facciamo fare meno coda noi al Trail del Salame. La partenza è in centro alle 15, orario fresco, a 2 km di distanza, in isola pedonale quindi niente auto; ma noi si ha la bici… gli altri atleti invece camminano in fila sul torrido lungo Arno… In centro c'è la festa delle feste, tutto esaurito. I turisti chiedono che gara è, dove vanno, e quando dico loro che vanno a Faenza a piedi in 100 km sbarrano gli occhi. Alle 15 spaccate, il Passatore (nel senso della statua di legno) parte con la sua auto e si porta dietro il gruppo infinito di atleti e camminatori. Facce da belle speranze, fiduciosi, allenati, sorridenti, multicolorati e ancora freschi (per poco).
Vabbè, ci sarà da soffrire per almeno 3-4 ore, fino al tramonto. Con queste aspettative, i 3000 partenti di Piazza Duomo affrontano le prime salite verso Fiesole.
Ritrovo la Betta al 16° km a Vetta Le Croci, fine del primo calvario di salita in due ore abbondanti. Tutti alla ricerca di fontanine, acqua del ristoro, rubinetti multipli e getto a doccia nebulizzata. Finalmente scendono e c'è anche qualche tratto di ombra nell'altro versante della montagna verso Borgo S. Lorenzo. Si è al 32° km circa. Traffico del sabato sera nello svincolo dove arrivano i corridori. Si sommano i curiosi con gli accompagnatori, con i residenti, con quelli che tornano a casa… I vigili e i caramba non sanno dove prendere e gli atleti passano fra le auto senza comunque scomporsi troppo. Ben concentrati sul loro destino: il passo della Colla, altri 16 km di salita. Si fa sera, si accendono le prime frontali. Il cancello orario di Borgo sta quasi chiudendo ma stanno arrivando ancora alcuni camminatori: mi sa che questi non ce la faranno mai. Alcuni sono rassegnati, altri sembrano ancora convinti e proseguono fieri e indomiti.
Ammirevoli i residenti di certi borghi, seduti sul ciglio della strada a gruppi ad ammirare per ore i passaggi ed incitare chiunque.
Mi porto in auto alla Colla, a 900 metri di quota al km 48 di gara, e trovo un posteggio di fortuna 1 km dopo il passo, in bilico sul ciglio, fra altre auto di assistenti sociali al seguito di atleti; poi a piedi torno indietro al ristoro del valico ed anche oltre, ad aspettare la Betta. Una scia di pile frontali risale per i tornanti attorniata dalle luci delle lucciole ai lati della strada. La rintraccio nel buio della notte e cammino con lei 2 km. Passiamo accanto ad un gruppetto di spettatori che ha appena sfornato del pollo alla griglia; tutti gli atleti rifiutano ma agli accompagnatori un cosciotto non fa male, quindi ne approfitto con loro orgoglio.
Al passo tira una certa arietta della mezzanotte, l'afa del pomeriggio ha lasciato il posto al vento e aria tersa che scopre un cielo stellato da favola. Ci sono 12°C. Dopo il ristoro, con il pieno nel serbatoio, inizia per gli atleti la lunga discesa. Psicologicamente il più sembra fatto, la seconda parte della gara è quasi tutta in discesa o falsopiano. Dovrebbe essere il tratto forte della Betta ma le gambe girano pianino. Si entra in chilometraggi mai esplorati, oltre i 50 km è tutto ignoto. Ma va bene così, al risparmio, tempi buoni verranno più tardi. I paesi si susseguono, ristori, zone buie dove cercare il proprio ritmo e dove pensare a quanto manca ancora. Luci nella notte, una sequenza di pile ondeggianti nella campagna e fra i boschi dell'appennino. Su un ponte si passa dalla provincia di Firenze a Ravenna; un gruppo di romagnoli si sente quasi a casa e festeggiano. Gli addetti ai ristori sono solerti e cercano di tenere alto il morale della truppa dei viandanti. E' un esodo di massa, con pullman di ritirati che ogni tanto passano e qualche ambulanza che lancia il proprio suono nella notte chiamata d'urgenza avanti e indietro nel percorso.
La Betta prosegue imperterrita, cammino e corsetta, tratti di corsa vera e propria inseguendo il sogno da tempo cullato. L'impresa impensabile qualche anno fa. Si fa largo l'ipotesi che ce la possa perfino fare…(!) No scherzo, quella c'è sempre stata ma le incognite di una gara così sono tante. Alimentazione ko e problemi fisici sono sempre in agguato: chiedere a Lorenzo che purtroppo a Marradi al km 65 ha brutti presentimenti. Io e Albino cerchiamo di incoraggiarlo e capire cosa si possa fare per risolvere ma con due assistenti così è praticamente spacciato; poco dopo sarà costretto a fermarsi. Così come altri circa 500 atleti in tutto.
Il freddo della notte entra nelle ossa nonostante ci si muova sempre. Ogni tanto quasi mi abbiocco in auto mentre aspetto i passaggi della Betta in zona ristori o intermedi. Ma appena mi distraggo un attimo è già ripartita. Spizzica regolarmente ai ristori e qualche caffè la tiene sveglia quel tanto che basta. Le ore passano veloci, si attraversa un paesino e fra i borghetti è ancora quasi buio ma appena fuori dalle case ci accoglie l'alba e la luce: nuova energia per gli atleti. Ogni tanto faccio qualche tratto di cammino con lei e poi ritorno a prendere l'auto per spostarmi al ristoro successivo. Chiarore, sole, ormai ci si sente vicini al traguardo ma è il momento cruciale della gara. Mancano ancora circa 25 km. La percezione della distanza è distorta: una mezza maratona di 21 solitamente è considerata lunga, qui sono “solo 25 km” e sembra che sei quasi arrivato. Poi 20, 15… ristoro dopo ristoro, obbiettivi corti e ultime energie da conservare. Arriva anche Brisighella al km 88, con i castelli ed il bellissimo borgo pedonale. Aspetto la Betta dall'altra parte del paese ma poi mi concedo una visitina, 5 minuti da turista. Ormai manca il “drittone” per Faenza, 12 km infiniti. A questo punto, tranne per clamorosi eventi, è quasi fatta. Ormai è la noia e l'ansia dell'arrivo che rendono quest'ultimo tratto micidiale per gli atleti. I dolori escono tutti, le forze sono finite, ritorna a fare caldo. Al punto in cui è la Betta, due terzi di classifica, ormai non corre più nessuno. Il tempo non ha valore, la mattina è lunga ed il termine gara è fissato per le 11. Sono solo le 7 del mattino e sentirsi dire Buongiorno ai ristori le fa un certo effetto. Il sole si fa sentire ma c'è gente che imperterrita prosegue con la giacca. La città si sta risvegliando, rettilinei infiniti si susseguono, finalmente l'incrocio per il centro storico. In bici ho seguito gli ultimi km della Betta, va sempre più piano con un po' di acciacchi che affiorano; la lascio per andare in piazza per la foto di rito ma lei si mette a correre all'impazzata, in delirio agonistico. Allora mi devo sbrigare e arrivo giusto al pelo quando passa l'arco dell'arrivo a braccia alzate. Azz, ce l'ha fatta, ce l'ha fatta!! Che storia… storia di coraggio e ammirevole forza di volontà contro ogni previsione, storia di allenamenti in orari strani e con ogni meteo, abbandonando ore di riposo, tempo libero e compagnia. Grande Betta. Adesso può inchiodare le scarpe al muro…, e appenderci la medaglia del Signor Stefano Pelloni, detto il Passatore.
Faenza, 22 Maggio 2022, ore 8,00.

Fonte: Fabrizio Foglia

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